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Casa Residenza Anziani "Cassiano Tozzoli" Imola

(Coordinatore Raffaella Pasquali; Resp. attività assistenziali: Sagrini Nicoletta, Vettolani Gabriella)

 

La struttura, collocata nel territorio del Comune di Imola è stata donata dalla Fondazione Cassa di Risparmio Imola all' A.S.P. Circondario Imolese. Nasce come centro specialistico residenziale per persone anziane non autosufficienti affette da malattia di Alzheimer e da altre forme di demenza che sono impossibilitate a permanere nel proprio nucleo familiare e/o nella propria abitazione, è di recente costruzione ed è stata attivata il 05.01.2009.

La finalità del servizio è quella di prevenire un'ulteriore perdita di autonomia dei propri utenti, nel pieno rispetto della loro personalità e dignità, favorendo il mantenimento delle capacità fisiche, mentali, affettive e relazionali, garantendo assistenza socio-sanitaria attraverso il controllo e/o riduzione del disturbo comportamentale, il riequilibrio della terapia farmacologica, il reinserimento a domicilio e/o presso il servizio di provenienza, il trasferimento in altra struttura della rete, garantendo un complesso di prestazioni fra loro integrate.

La Casa Residenza Anziani "Cassiano Tozzoli" è il primo esempio in Italia di Struttura integralmente concepita per assistere il malato di Alzheimer in ogni stadio della malattia: un Centro Diurno per la fase iniziale, un nucleo residenziale al piano terra per ospiti in prevalenza wandering (vagabondaggio compulsivo) e un nucleo al primo piano per lo stadio avanzato della demenza.

La struttura, dispone di 44 posti letto, è priva di barriere architettoniche che ostacolino la piena funzionalità degli spazi e la mobilità degli ospiti, è dotata di impianto di climatizzazione e di impianto di filodiffusione, le camere da letto sono dotate di antenna TV;

L'aspetto architettonico della struttura, è di fondamentale importanza per la gestione del malato di alzheimer. Il fine è quello di interpretare le esigenze del malato e di aiutarlo a mantenere un rapporto efficace con il suo ambiente di vita. In ogni fase della malattia infatti, l'ambiente può compensare o accentuare i deficit cognitivi ed i problemi comportamentali. Sono stati pertanto adottati alcuni accorgimenti, come uscite "mascherate" che sembrano quadri, per evitare che vengano aperte dagli anziani più agitati, isole sensoriali che permettono al malato di percepire i segnali di uno spazio favorevole che lo aiuta a ritrovare se stesso e a conservare la sua identità. Gli ambienti presentano tinte riposanti secondo quanto definito in materia di uso terapeutico dei colori, con illuminazione adeguata per garantire confort e sicurezza ai pazienti durante il vagabondaggio nell'arco delle 24 ore. Di notte nelle camere da letto un rilevatore segnala i movimenti della persona attivando di conseguenza l' illuminazione.

La dislocazione degli spazi di vita comune è prevista al centro dei nuclei residenziali.

Sono previste aree dedicate al wandering, un giardino Alzheimer, un terrazzo, aree separate per attività di gruppo, cucina terapeutica, area per attività strumentali, occupazionali e psicomotorie.

La collocazione della Casa Cassiano Tozzoli, in adiacenza alla preesistente Casa Protetta, permette inoltre l'utilizzo sinergico degli spazi di vita della Casa Protetta di via Venturini, in particolare della chiesa, degli spazi verdi, della palestra.

 

Attività

La struttura si caratterizza oltre che per l'aspetto architettonico anche per il tipo di attività che vengono svolte a favore degli anziani residenti.

Consci del ruolo terapeutico che gli operatori giocano nella relazione con la persona malata, anche e soprattutto in un contesto ambientale che vede una alta specializzazione coniugarsi con la valorizzazione delle abilità cognitive e funzionali residue del soggetto, si è ritenuto opportuno avvicinarsi al modello Gentlecare come approccio metodologico caratterizzante il Nucleo.

Le terapie non farmacologiche sono fortemente indicate per la prevenzione e la cura delle problematiche e dei disturbi collegate a demenza di tipo alzheimer, disturbo del comportamento, patologie psichiatriche dove un intervento mirato favorisce quei processi terapeutici atti a riabilitare a livello cognitivo la persona e soprattutto a migliorarne la qualità di vita. Allo stesso tempo le terapie non farmacologiche favoriscono sensibili diminuzioni del carico farmacologico che viene somministrato al paziente.

In struttura vengono attuati diversi progetti di terapie non farmacologiche e annualmente ne viene sperimentato almeno uno nuovo.

I progetti, soprattutto se condivisi da tutto lo staff operativo, facilitano l'attivazione di relazioni, agevolano la diminuzione di tensioni e stati di agitazione degli ospiti, incrementano le dinamiche osservative degli operatori favorendo la rimotivazione dei gruppi di lavoro.

 

Di seguito, alcuni di questi progetti:

  • terapia della bambola: utilizzo di bambole speciali provenienti dalla Svezia che stimolano l'affettività dei malati alzheimer favorendo il rilassamento e quindi la diminuzione di gravi disturbi comportamentali;
  • terapia assistita con animali: la corretta interazione con gli animali puo' aiutare l'anziano a migliorare la qualita' della propria vita. La relazione che si instaura tra l'individuo e l'animale, pur se limitata ad un incontro settimanale, se correttamente gestita, facilita il rilassamento e stimola l'affettività;
  • conversazionalismo: tecniche di conversazione utili a mantenere vivo l'uso del linguaggio in persone con demenza/deterioramento cognitivo che permettono di operare un cambiamento nello stile degli operatori creando con il malato una conversazione "felice";
  • capacitazione: tecnica d'intervento finalizzata a favorire lo sviluppo delle varie capacità. L'autonomia dei gesti quotidiani è il mezzo fondamentale attraverso il quale avviene lo sviluppo della stessa abilità. Poiché l'autonomia non è un fine ma uno strumento è possibile che il soggetto provi immediato benessere e autostima. E' una tecnica nata come complemento dell'approccio conversazionale;
  • stimolazione sensoriale: attività volta al raggiungimento del benessere e rilassamento individuale attraverso il coinvolgimento e reclutamento di uno o più sensi contemporaneamente (vista, udito, olfatto e tatto);
  • stimolazione cognitiva: si ispira al concetto di abilitazione o riattivazione cognitiva. Nei casi di demenza si parla di abilitazione e non di riabilitazione cognitiva poiché non ci si propone di ripristinare i livelli di funzionamento cognitivo ormai perduti ,ma si attua una stimolazione cognitiva che mira a mantenere nel paziente il più alto livello di autonomia compatibile con la sua condizione clinica,migliorandone la qualità di vita;
  • cornici digitali: l'utilizzo delle cornici facilita il recupero da parte del malato di ricordi autobiografici significativi e dotati di risonanze emotive positive migliorandone la qualità di vita. Fornisce inoltre all'operatore un valido argomento di conversazione con l'anziano.

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